Un processo unico al mondo: Revivoil
Fin dalla nascita, nel 1963, Viscolube è fortemente impegnata nello sviluppo scientifico e tecnologico, per ottenere prodotti sempre più evoluti sia dal punto di vista della qualità che del rispetto ambientale. Il risultato più avanzato di questo impegno è Revivoil, una tecnologia assolutamente innovativa nata in collaborazione con la francese Axens ed esportata oggi in molti Paesi del mondo. Revivoil consente, attraverso un trattamento con idrogeno ad alta pressione, di produrre oli con caratteristiche API Gruppo II, cioè a basso contenuto di zolfo e di insaturi e con un ridottissimo contenuto di aromatici.
Il procedimento si sviluppa essenzialmente in tre fasi:

1 – Preflash
L’olio usato viene riscaldato a 140°C per essere distillato in una colonna con leggero grado di vuoto, per separare l’acqua e gli idrocarburi leggeri.

2 – Deasfaltazione termica – TDA
Il prodotto disidratato viene distillato a circa 360°C in una colonna di deasfaltazione sotto vuoto (TDA); i prodotti asfaltici e bituminosi rimangono sul fondo, contemporaneamente vengono distillati tre tagli laterali a diversa viscosità. Dalla testa si estrae un gasolio semilavorato. Le tre frazioni laterali e il gasolio di testa vengono poi stoccati per essere idrofiniti a campagna in un impianto catalitico ad alta pressione.
3 – Hydrofinishing
E’ la fase di rettifica e stabilizzazione del processo Revivoil.
Olio e idrogeno vengono portati a circa 300°C in un forno di riscaldamento, quindi passano in un reattore contenente il catalizzatore che favorisce la reazione dell’idrogeno con i composti insaturi, zolfo e l’azoto. All’uscita del reattore si separano due fasi, una gassosa e una liquida; la prima viene lavata con acqua per rimuovere i composti di cloro e zolfo, la seconda viene strippata con vapore per eliminare i composti più volatili e ripristinare il flash point. L’acqua contenuta nell’olio dopo lo strippaggio viene eliminata in un essiccatore sotto vuoto. Le correnti contenenti zolfo vengono inviate a un impianto ammine per separare l’idrogeno solforato dagli altri composti e successivamente a un impianto Claus per trasformare l’H2S in zolfo puro allo stato liquido. Il risultato finale è un olio trasparente con bassissimo contenuto di zolfo e di polinucleari aromatici (PNA), a vantaggio della salute, dell’ambiente e delle performances dei circuiti di lubrificazione.

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